La Corsa al Gioco di Ruolo dell’Anno 2015: Recensioni dei giochi – Fate Accelerato

Una piccola pausa estiva forzata dalle effettive ferie non ha comunque bloccato la macchina delle recensioni che prosegue imperterrito.

Il quarto gioco presentato è Fate Accelerato.

Fate, nella sua incarnazione “Accelerato” ritengo non sia un accreditato per la vittoria, perché oscurato dall’incarnazione gemella “Sistema Base”. Detto ciò però, io favorisco più questa versione, che è snella, veloce, facilmente fruibile e che introduce un’innovazione che ho molto gradito. Io do per sicura una Nomination a Fate, mi aspetto che sia il “Sistema Base”, ma se i giurati volessero fare una scelta inusuale e premiare la facilità, l’introduttività e l’economicità di “Accelerato”, l’accoglierò con grande gioia.

Aggiungo un ultima nota preventiva: Fate Accelerato esce in accoppiata con Evolution Pulse e si sta prestando molto bene per un grande supporto di ambientazioni, anche nel comparto italiano. Evolution Pulse, non presente al concorso in quanto “solo” manuale d’ambientazione, è a mio parere un capolavoro per grafica, cura delle regole e dell’atmosfera. Dovreste davvero darci un occhio se non lo conoscete. Sta di fatto che, se i giurati vorranno tenerne conto, Fate Accelerato sarà un insidioso concorrente, un possibile vincitore.

Tecnicamente ci troviamo esattamente dalle stesse parti di Fate Sistema Base e cito ciò che ho già detto, perché vale parola per parola: <è un sistema “generico”, ossia costruito per essere giocato su qualsiasi ambientazione si desideri, sia creata al volo, sia costruita ad hoc sulla base di un libro, un film o una serie tv di riferimento, sia comprando un manuale d’ambientazione.
Nella realtà il gioco, con le sue meccaniche, declina comunque un tipo di fiction specifica e non è REALMENTE adatto giocarci ogni storia. In particolare i personaggi saranno caratterizzati da “elementi pulp”, da un essere inevitabilmente personaggi molto sopra la media, protagonisti assoluti e in possesso del loro destino. Ciò non toglie che la grande raffinatezza del sistema lo rende davvero uno dei più versatili sul mercato e ciò gli rende onore (personalmente trovo davvero una grande sfida costruire un sistema generico che non sia anche banalizzante, ci sono riusciti in pochi).>
Cambiano però due particolari che, sebbene possano sembrare minori, invece hanno effetti pervasivi sullo stile di gioco:
- nella creazione del personaggio viene a mancare il riferimento alle “tre fasi”. La logica di questa scelta è lineare comprensibile e condivisibile, per velocizzare e semplificare si punta solo sugli Aspetti di “Concetto Base” e “Problema” (più uno obbligatorio libero), ma vengono però a mancare i successivi Aspetti che si creavano con la meccanica delle Tre Fasi. Con le Tre Fasi si riesce a ideare Aspetti che collegano il background del personaggio con sue caratteristiche d’interpretazione in maniera molto spontanea e immediata. Questa minore profondità si nota nell’inizio di una giocata a Fate Accelerato. Inoltre, sempre con le Tre Fasi, si riescono a collegare tra loro in modo armonico i personaggi giocanti già PRIMA di cominciare a giocare. Nell’Accelerato questa cosa è più a scapito degli accordi al tavolo ed è a mio parere (nel semplice confronto tra giochi gemelli) un minus che il gioco ha.
Se potete, utilizzate anche le Tre Fasi per il gioco Accelerato, vedrete che ne gioverete (tanto farlo non comporta alcun cambiamento meccanico, solo un cambiamento procedurale).
- si parla per la prima volta (proprio nella creazione del personaggio) di Approcci che sostituiscono le Abilità. Questo cambiamento è esplosivo, in senso positivo. Le Abilità sono i mattoni fondamentali per il meccanismo delle Sfide, Competizioni e Conflitti, definiscono le aree di competenza. E impostano il gioco in modo “più tradizionale” del tirare i dadi per vedere se si riesce a fare qualcosa. Gli Approcci sostituiscono le Abilità, sono in linea coi principi del gioco Accelerato perché sono meno, si spiegano più facilmente e si scelgono con facilità. Ma poi in gioco cambiano le logiche per cui si tira e ancora di più cambiano gli esiti: è difficile spiegare senza una prova pratica, ma se vi capiterà di provare entrambi (e ci porrete attenzione) capirete che con gli Approcci vi trovate in un contesto più innovativo. Con le Abilità definireste cosa sapete fare e cosa meno, con gli Approcci definireste il modo in cui fate le cose e si finireste quasi senza accorgervi in un contesto ludico dove vado a tirare per vedere che conseguenze ha il mio comportamento, invece di definire in modo più statico se ho avuto successo o meno.
(Qualcuno tra gli addetti ai lavori ci ravvisa il passaggio da una logica Task Resolution a una logica Conflict Resolution, io personalmente sono più cauto e dico che dipende dalle vere procedure di gioco che si instaurano, può essere che gli Approcci favoriscano di più la Conflict Resolution, ma ci sono in campo forze molto più grandi e le meccaniche in senso stretto non forzano mai in nessuna forma, nè Accelerato-Approcci, nè Sistema Base-Abilità).
In Evolution Pulse trovete un interessantissima “via di mezzo” tra Approcci e Abilità, che per me rappresenta la forma più matura e interessante di formalizzare le procedure di gioco.
Resta che gli Approcci introdotti nell’Accelerato sono effettivamente vincenti, sono più veloci da creare, sono più stimolanti da giocare e sono più versatili ed efficaci da cambiare se si vuole adattare il gioco ad una ambientazione.
- ci sono anche altri piccoli cambiamenti (ad esempio non ci sono due tipi di stress, fisico e mentale, ma solo uno) ma questi a mio parere non hanno dei risvolti importanti nella struttura di gioco e per questo non li cito. Parere mio, ovviamente.

Il manuale si presenta con un testo asciutto, sintetico, veloce e iconografico. Nessun esempio esplicativo, nessuna parola di approfondimento. Tutto spiegato una volta sola, in modo diretto nella maniera più semplice. Molte icone (utili per interiorizzare i concetti chiave), molti box di cui la maggior parte sono super riassunti per una consultazione al volo durante la partita, ottimo Indice Analitico (ben strutturato, e se penso che sta in questo gioco di 45 pagine e manca in altri giochi, mi vengono i brividi). Ci sono esempi utili di personaggi creati, ci sono i riferimenti di pagina ed è impossibile perdersi qualcosa. Ne guadagna l’immersione immediata nel gioco. Ci perde di più la parte dedicata al GM e alla conduzione del gioco. In Accelerato ci sono sono validi ma scarni suggerimenti, laddove nel Sistema Base venivano spiegate le vere e fondanti procedure di gioco, quelle più profonde e che dirimono il senso di perché si fa ciò che si fa (quando ha senso tirare e perché, quando ha senso usare i punti fato e gli aspetti da parte di giocatori e GM). Se in per tutto il resto del manuale giudico la sinteticità delle regole una scelta stilistica funzionale e opportuna (anche nell’ottica della doppia natura dei manuali gemelli), l’estrema sinteticità della parte del GM la giudico un difetto perché fa mancare delle “buone pratiche” che sono spesso nei giochi di ruolo quasi più importanti delle regole e che se nessuno le fa sapere rischiano di far saltare all’aria il gioco e il divertimento.

< Il sistema non è originale di questa edizione, ma nasce da un evoluzione di ormai alcune generazioni, partendo dal Fudge, tanto è vero che si tende a considerare quello presentato in questo manuale come la quarta generazione di FATE. > E questo l’ho già detto e lo ripeto per l’Accelerato. Come mutualmente dico quasi le stesse cose dopo:

< Nonostante questo il sistema è a tutt’oggi freschissimo e molto innovativo: impianta in una struttura tutto sommato classica (avventure lunghe, master che guida i giocatori, autorità narrative tradizionali) alcune idee che spostano il fulcro del gioco da un paradigma matematico-wargamistico a un paradigma narrativo-interpretativo. Cosa significa?
Essenzialmente il sistema di gioco di Fate concentra le sue meccaniche sul flusso di scambi comunicativi tra il master e i giocatori, su chi ha diritto a parlare e su ciò che è lecito dire, ma soprattutto concentra tutti gli sforzi sulle tematiche che sono i giocatori stessi a voler giocare. La genialità sta nel fatto che questo cambio di paradigma si nota, ma molto poco e quindi è confortevole per la maggioranza di giocatori, di vecchia data e novizi (anche se non tutti, ma non esiste un vero gioco che accontenti tutti).
Per me centrali e degni di attenzione sono la creazione del personaggio in “tre atti”, attraverso cui si scrivono le “caratteristiche” fondamentali che delineano il senso del personaggio, la personalità e il ruolo che avrà nella storia, che prendono il nome di Aspetti. Il sistema di conflitti consolidato in 4 azioni tipiche e in risultati ben delineati. L’utilizzo dei dadi Fudge, un po’ esotici ma anche famigliari. L’utilizzo del sistema dei punti Fato, che salva i personaggi dai guai (in modo giustificato dalla storia e non sembrante un deus ex machina) e che può anche farli mettere nei guai, ma in modo che sia piacevole e remunerativo per loro.>
Aggiungo: gli Approcci fanno fare un ulteriore balzo avanti perché a nello stile “narrativo” scelto come schema dagli autori di Fate, quello che conta di più è il come lo fai rispetto al cosa sai fare. Ed è a mio avviso molto più Pulp quindi più in linea con lo spirito del gioco.

L’edizione italiana è di grande pregio, per certi versi addirittura migliore della versione Sistema Base. Cerco di spiegarmi: la qualità dei materiali fisici è ottima, certamente non all’altezza del cartonato del Sistema Base e non rilegato alla stessa maniera, ma ovviamente non avrebbe senso per un gioco che non presenta nemmeno 50 pagine e per la facilità di trasporto che vuole rappresentare. Parlo poi di migliore qualità perché il testo è più curato e non presenta quei (per qualcuno fastidiosi) refusi che ci sono nel Sistema Base. E anche i disegni non hanno difetti, non ci sono gli stessi sbagli del Sistema Base. La traduzione mi pare davvero ben fatta. Il prezzo, in rapporto alla qualità, alle ore di divertimento che può garantire, alla indipendenza da altri prodotti è quasi imbattibile. Generico e introduttivo esattamente come Savage World, costa meno, ci si mette meno a leggerlo (e forse come chiarezza delle procedure siamo lì, forse addirittura con vantaggio Fate Accelerato perché davvero spiega tutto con pochissime parole). Al di là che mi piace di più non sono a mio avviso in competizione perché sono giochi complementari, i veri appassionati di gioco avrebbero entrambi e giocherebbero cambiando di volta in volta.

Ne approfitto per chiarire una confusione che si fa talvolta: NON è vero che con Fate Accelerato si giocano solo storie one shot (o di pochissime sessioni) e con Fate Sistema Base si giocano campagne, purtroppo è una malelingua messa in giro da tifosi di calc di altri campanili. Non c’è alcuna differenza meccanica nei due manuali che porti a una diversi tempi di gioco. Giocherete one shot se vorrete giocare one shot, avrete gli stessi strumenti per giocare campagne con entrambi i giochi (semmai vi mancherà con Acceletato qualche buona pratica, ma che emerge con pari peso sia nella conduzione di one shot, sia nella conduzione di campagne). Fate Accelerato non è uno Starter Set, e se quindi vorrete andare oltre tre sessioni non avrete bisogno di comprare il Sistema Base, avrete solo bisogno di farvi chiarire da qualche appassionato qualche dubbio che vi sarà venuto.

In definitiva un gioco ancora oggi innovativo, e nell’abito Accelerato si fa talmente economico e seducente da essere difficile ignorarlo (davvero non potete rinunciare a quel paio di blockbuster che puzzano di patacca lontano un miglio e sufficienti a pagarvi il gioco e una bibita?), le meccaniche migliorate condivise col Sistema Base sono accattivanti. Nel complesso le due “mancanze” che rilevo potrebbero mettere in difficoltà qualcuno, ma per fortuna la comunità e l’editore hanno dato spazio online per rispondere a tutti i dubbi e la sensazione è che possa comunque essere adatto alla schiera di nuovi giocatori (magari anche giovani). Gli Approcci poi sono un qualcosa che da soli meritano il prezzo del “biglietto”. Se dovesi esprimere il mio personale vincitore, voterei proprio per questo gioco (ovviamente escludo dalle categorie il mio Precious…)